OGNUNA È LA SUA STORIA: LE MIE FORMICHINE

Ciao sono Ilaria e in questo post voglio parlare del giudizio degli altri e dei miei genitori.

Mia mamma è andata in un negozio e le è stato fatto notare che era diverso tempo che non andava. Vedete cosa scatta nelle persone? Subito si pensa al peggio: non verrà più perché avrà trovato qualcos'altro a meno prezzo.
Così come, se qualcuno non risponde a un messaggio è una persona cattiva, se qualcuno ci risponde in modo distratto idem.

Quello che non molti sanno dei miei genitori è che sono due formichine. Vivono dello stipendio, ora pensione, di mio papà da che io ho 10 anni, da quando mia mamma ha perso il lavoro. Una donna con due figlie già 20 anni fa faticava a trovarlo. Da quel momento hanno iniziato a risparmiare sulle piccole cose. Rinunciare alle uscite, abiti costosi, vacanze in posti blasonati, andare nel negozio in cui un servizio costa di più. Hanno sempre usato quella parte di soldi che rimaneva per loro per altre esigenze. 

Spesso uscivamo con dei parenti e i loro amici, tutti senza alcun problema economico, ed era mortificante vederli regalare borse da 400€ e anche più e sentirli scherzare "Ho dovuto aprire un mutuo per farti un regalo", sottolineando così che loro erano "ricchi".
Con quei soldi i miei ci mantenevano per un mese. 
Era mortificante vedere i miei genitori regalare cose normali e capire nelle occhiate degli altri dire, come farebbe il principino George, che poracci. Solo ora capisco che i poracci erano loro.

Anche a scuola avevo un gruppo di compagne che si vestivano con grandi marche, Richmond, Chanel, Woolrich e Gucci per fare degli esempi. E tu che non potevi permetterteli non eri parte del gruppo.

Con quei soldi risparmiati i miei hanno mandato me e mia sorella maggiore all'università: io Politecnico di Milano, lei Università degli Studi. Ci hanno permesso di avere una laurea che vale molto di più di un regalo di quella cifra.

Ma lo so solo ora.

Io da piccola non capivo, mi arrabbiavo e volevo essere come gli altri, ma oggi capisco che il loro essere formiche non era un modo di farmi un dispetto, ma di aiutarmi; anche ora che a 30 anni sono rimasta senza lavoro perché come mia mamma l'ho perso - la storia si ripete - e ho bisogno del loro sostegno economico.

Perché siamo abituati a pensare sempre al peggio degli altri? Ricordiamoci che ognuno è la sua storia, e come tale ogni storia ha il suo svolgimento: può avere momenti positivi e momenti negativi. Se incontriamo una persona in un momento critico comprendiamola non critichiamola.

I miei sono due formichine perché la loro storia li ha portati a esserlo e li ringrazio per l'umiltà che mi hanno trasmesso.

A Marzo ho avuto un momento buio perché io e il mio psichiatra abbiamo cercato di sospendere uno dei miei farmaci. Non riuscivo a dormire, ero sempre irritabile e scattavo per nulla.
Io e Valeria siamo finite a discutere per una sciocchezza, ma lei ha capito e mi ha dato i miei spazi e siamo tornate a parlare serenamente una volta che mi sono ripresa. Questo è capire il prossimo!

Ognuno ha la sua storia, la tua qual è?
Raccontacela qui o scrivi a: info@nonsiamosoliproject.com

#nonsiamosoli

-Ilaria