DANCING IN THE DARK

Si è parlato di musica, musicisti e la loro importanza. Camilla ha voluto scriverci questo suo articolo a riguardo :)

Si è parlato di musica, di canzoni e di quanto gli artisti possano essere influenti nella nostra vita.
Io da quando ho 13 anni vivo di musica, porto sulla pelle tatuaggi dedicati ai Led Zeppelin e David Bowie e ricordo alcuni concerti tra i momenti più felici della mia vita.
Ci sono state in questi anni innumerevoli canzoni che mi hanno rappresentata, che mi hanno parlato e raccontata meglio di quanto avrei mai potuto fare con le mie stesse parole.
Oggi però vi voglio parlare di una canzone che mi ha parlato un anno fa, quando sembrava che niente nella mia vita funzionasse per il verso giusto. I progetti su cui stavo lavorando, le mie relazioni personali: nulla mi rendeva felice e stavo lentamente scivolando, passo dopo passo, nel baratro della depressione.
C’era però una canzone che ascoltavo ossessivamente: sentivo che in quelle parole c’ero io, la condizione che stavo vivendo, ma anche la speranza di uscirne, di poter cambiare quello che stava annientando la mia motivazione.
Non sono mai stata una grande fan di Springsteen, eppure nel testo di Dancing in the Dark, che ascoltavo ogni giorno andando a lavoro a piedi, anche due, tre, quattro volte di fila, c’ero io, in quel momento, con il mio dolore, la mia incapacità di reagire e in fondo, sepolta ma presente, la mia voglia di tornare a vivere. 

“I ain't nothing but tired, man I'm just tired and bored with myself” – sì, ero solo stanca di essere me stessa.
“I check my look in the mirror, wanna change my clothes, my hair, my face” – talmente stanca da non sopportare più nemmeno la mia stessa faccia.
“Man I ain't getting nowhere, I'm just livin in a dump like this” – una palude fatta di un quotidiano sempre uguale a se stesso che non tolleravo più, di progetti in cui non credevo più, di persone tossiche che detestavo con tutta me stessa, di risvegli con il petto già oppresso dall’angoscia e con il desiderio di tornare a letto il prima possibile e dimenticare.
“There's something happening somewhere, baby I just know that there is” – ma sì, lo sentivo, c’era una vita migliore che mi aspettava da qualche parte.
“I'll shake this world off my shoulders, come on baby the laugh’s on me” – dovevo solo trovare la forza di smettere di fare cose che mi stavano avvelenando e ricominciare a respirare.
Ed eccomi qui, un anno dopo: ho cambiato città e vita, sto con una persona meravigliosa, lavoro a dei progetti che amo con persone che adoro, ho voglia di fare mille cose, come è sempre stato, mi sveglio contenta e non vedo l’ora di vedere cosa succederà domani.
La lezione che mi ha insegnato Dancing in the Dark è fondamentale:
“You can't start a fire, sittin' 'round cryin' over a broken heart,
You can't start a fire, worryin' about your little world falling apart”
C’è molto di più nel mondo che il nostro piccolo io: ci sono tantissime persone che aspettano noi per imparare cose nuove ed essere felici. Basta trovare la forza di correre fuori dal nostro dolore. 
Non siamo soli è una delle scintille con cui sto alimentando il mio fuoco e fino a un anno fa non avrei pensato fosse possibile essere ancora felice.
Siamo qui per aiutarvi a trovare la vostra scintilla e accendere il vostro fuoco, anche quando state danzando nell’oscurità. 

https://www.youtube.com/watch?v=129kuDCQtHs