LA STORIA DI NINA. UN'ETICHETTA PIÙ LEGGERA

La storia di Nina. Un’etichetta più leggera.
Questa storia eè un estratto da “Guarire si può. Persone e disturbo mentale.” di Izabel Marin e Silva Bon.

Fissare un preciso punto di partenza del mio problema è difficile. Già da adolescente ho avuto delle crisi di tipo ossessivo-compulsivo.
Quasi subito sono entrata in psicoterapia, perché si trattava di una condizione invalidante: non riuscivo ad andare a scuola, né ad avere rapporti normali con i miei coetanei.
Un vero problema è stato l’inserimento nel Centro di Salute Mentale. In un momento in cui hai paura di essere pazza, vedersi accogliere in un Centro è quasi una conferma di tutte le tue paure. Si trovano persone di ogni tipo: chi sta molto male, chi sta già un po’ meglio, chi è uscito dalla crisi ma non ha più un tessuto sociale in cui inserirsi. Mi immedesimavo in loro e mi spaventavo, perché pensavo che presto mi sarei trovata fuori da tutto. All’inizio anche con l’unica amica con cui parlavo, che è come una sorella, avevo molti sensi di colpa perché temevo sempre di farle male con la mia presenza, di darle dei problemi...
Mi ha aiutato molto che ad un certo punto i miei genitori abbiano deciso di mettersi in gioco accettando di intraprendere una terapia familiare. La mia psicoterapeuta ha ritenuto opportuno questo tipo di intervento per migliorare le dinamiche familiari che erano dei “circoli viziosi”, genesi
dei miei problemi. È servito anche ad arginare i momenti peggiori perché ha dato loro gli strumenti per affrontarli.
Ora mi sento guarita, ma non si tratta neanche di una guarigione, perché non la considero più una malattia, semmai una debolezza, una forma di handicap che devo gestire, e che riesco a gestire tranquillamente con degli aiuti. Per fortuna non è invalidante, e conoscendo il problema
sto attenta ai campanelli di allarme.
Anche il mio ragazzo ha capito ormai cosa significa per me cura psichiatrica, nel senso che adesso sto bene e la cura è semplicemente aver bisogno di uno psichiatra che mi dia le medicine che mi fanno avere una qualità di vita forse anche migliore di tante persona che non hanno avuto problemi psichiatrici.